Gli stili di apprendimento: conoscerli per imparare ad imparare

learningdi Rossana Gabrieli

Quando si parla di stili di apprendimento si fa riferimento alle differenti modalità con cui gli individui entrano in contatto e gestiscono nuove informazioni. A stili diversi corrispondono differenti tecniche di studio, che è importante conoscere in ambito educativo, poiché ciò consente di gestire al meglio l’attività dell’insegnante, tant’è che si parla, in parallelo, anche di stili di insegnamento. Lo studente, d’altro canto, dovrebbe essere aiutato a conoscere e riconoscere il proprio stile di apprendimento, per essere in grado di sfruttare al meglio i propri punti di forza.

Quando il ragazzo rifiuta di andare a scuola

no-schooldi Paola Manno

Il comportamento di rifiuto scolare consiste in una difficoltà che sperimentano alcuni ragazzi tra 5 e 17 anni nel frequentare regolarmente la scuola. Non si tratta di semplice pigrizia o scarso impegno, lo dimostra il fatto che quasi sempre questi ragazzi svolgono con estrema tranquillità i compiti a casa e studiano durante le ore mattutine, pur rifiutandosi di presentarsi in classe.

Comportamenti problema: perché vengono messi in atto e cosa fare per gestirli

76764111_XSdi Paola Mollo

Molto spesso il comportamento disadattivo di un bambino condiziona fortemente la quotidianità della famiglia e il clima scolastico.  È importante prendere atto che ogni comportamento problema svolge una funzione specifica. Per intervenire e correggere il comportamento errato, occorre considerare che queste azioni non sono messe in atto in modo casuale ma sono dettate da un motivo specifico al quale è necessario risalire.

Gli alunni con BES: uno sguardo al disturbo dello spettro autistico

unnamed-2di Paola Manno

Il disturbo dello spettro autistico nel DSM-5 (Manuale Diagnostico dei Disturbi Mentali) include sotto un’unica voce il disturbo autistico, la sindrome di Asperger, il disturbo disintegrativo dell’infanzia e il disturbo pervasivo dello sviluppo non altrimenti specificato, i quali erano invece classificati singolarmente nella precedente edizione del manuale diagnostico.

Gli strumenti compensativi possono essere usati solo durante la somministrazione delle prove INVALSI?

Gentilissima,

come Referente BES della mia scuola ho indetto a Maggio una simulazione delle prove Invalsi. Queste avranno procedure e tempi come previsto dalla normativa.

Gli alunni con DSA e BES (socio/economico/culturale) accompagnati da PDP, saranno portati in altra aula dove, un lettore “umano”, individuato tra gli insegnanti di sostegno, leggerà loro il testo di italiano e l’enunciato di matematica, per la comprensione.

Gli studenti con BES possono utilizzare strumenti compensativi in sede di Esami di Stato?

Buongiorno,

sono una mamma di un ragazzo di 13 anni che si appresta all’esame di III° media.

Dall’A.S. 2015/2016 ha una certificazione BES (tralascio i motivi della presentazione solo per l’anno in corso). Alla prova Invalsi di matematica non gli è stato consentito l’uso degli strumenti compensativi previsti… Le chiedo se la risposta che le riporto è ancora attuale:

«Carissima, la invito a consultare la sezione normativa dell’Invalsi, che viene aggiornata a ridosso delle prove. Nella sezione “normativa” può trovare sia l’Allegato tecnico della prova nazionale, che la nota prot. 3587, che così recita.

Quali requisiti devono avere le mappe concettuali da utilizzare durante gli Esami di Stato?

Salve, mia figlia è certificata DSA ora si trova in quinta superiore quindi tra un po’ avrà la maturità. Si stanno creando parecchi problemi con i professori per le mappe concettuali. Durante l’anno lei le ha sempre fatte e utilizzate durante verifiche e interrogazioni. Ora le hanno detto che deve rifarle tutte perché non vanno bene, così come sono non gliele autorizzano. Ho chiesto perché non gliele hanno corrette durante l’anno mi è stato risposto non avevano tempo. Ho chiesto di far vedere come dovrebbe rifarle, la risposta è più o meno stata la stessa.