Lingua straniera e dislessia: dispensa o esonero?

Inglese DSADi Rossana Gabrieli (Rivista BES e DSA in classe) – La normativa attuale (L. 170/2010, Decreto n. 5669/2011 e Linee guida) prevede per l’apprendente dislessico (qualora lo specialista certifichi la gravità del disturbo) la possibilità di essere dispensato dalle prove scritte in lingua straniera in corso d’anno scolastico e in sede di esami di Stato e perfino di essere esonerato dallo studio della materia. In quest’ultimo caso, l’alunno/lo studente sarà esentato da ogni tipo di prestazione in lingua straniera, con le conseguenti ricadute sul piano giuridico. La famiglia, infatti, deve essere informata che, in caso di esonero, il proprio figlio non conseguirà il titolo di studio che gli permetterà di proseguire il percorso scolastico, ma solo un’attestazione con gli elementi informativi in merito al percorso differenziato seguito.

La dispensa, invece, temporanea o permanente, concerne unicamente le attività di scrittura e l’insegnante deve tenerne conto durante la valutazione e gli esami conclusivi, predisponendo prove sostitutive in forma orale, i cui contenuti e le cui modalità saranno stabiliti dalla Commissione d’esame sulla base della documentazione presentata dal Consiglio di Classe.

È il caso di sottolineare che la dispensa dalla prova scritta è riferita al momento valutativo e, pertanto, non esclude la possibilità per lo studente dislessico di ricorrere comunque al supporto scritto durante le normali attività didattiche, quando ciò sia ritenuto utile a facilitare e potenziare l’apprendimento orale.

La settimana prossima pubblicheremo maggiori approfondimenti e consigli operativi per l’insegnamento della lingua inglese a studenti con DSA: torna a visitare il nostro Blog!

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