Indicazioni pratiche sugli interventi di rinforzo e potenziamento per adulti con DSA

Adulti DSA a scuolaDi Claudia Gabrieli (Rivista BES e DSA in classe) – La programmazione di un intervento specifico diretto ad adulti con disturbo di apprendimento deve prevedere la raccolta di informazioni sul pregresso percorso scolastico degli allievi e sui loro bisogni formativi, l’osservazione delle performance scolastiche, l’autovalutazione delle difficoltà a livello linguistico, la rilevazione delle criticità nelle diverse abilità di base (es., nell’orientamento spazio-temporale, nel calcolo, nel problem solving), la scelta di modalità operative efficaci ed effettivamente praticabili. Lavorando con soggetti che presentano dislessia in età adulta in una prima fase si potrebbero prevedere i seguenti step:

  1. somministrazione di test per valutazione della dislessia negli adulti
  2. somministrazione di un questionario di osservazione delle abilità di base
  3. somministrazione di un questionario sugli stili di apprendimento
  4. negoziazione del percorso di apprendimento
  5. proposta di attività didattiche mirate

Metodologia, strategie e tecniche didattiche devono tenere in considerazione l’età degli allievi e le caratteristiche dell’apprendimento dell’adulto che sono sostanzialmente differenti rispetto a quelle dei bambini. Nella pratica didattica, ad esempio, un approccio di tipo ludico non è sempre accettato da apprendenti adulti; soprattutto con i più anziani, può risultare efficace un metodo di tipo deduttivo, in cui si parte da assunti generali da applicare al caso specifico, piuttosto che induttivo, perché generalmente non sono abituati a fare ipotesi, ma richiedono tabelle e schemi con regole da copiare e applicare nei compiti successivi.

Occorre, dunque, modulare l’azione didattica in relazione alle caratteristiche, anche psicologiche, dello studente. Infatti, mentre tra le maggiori difficoltà scolastiche residue di un adulto dislessico sono indicate la fluenza nella lettura, la difficoltà nei compiti di spelling e nell’espressione scritta, tra gli effetti secondari del disturbo di apprendimento si osservano mancanza di fiducia, bassa autostima e livello di frustrazione elevato.

In passato, il disturbo di apprendimento non sempre veniva diagnosticato in età infantile; molti dislessici, pertanto, sono diventati adolescenti e adulti senza essere riconosciuti e si sono trovati a dover affrontare diverse difficoltà: gli studi universitari, i problemi pratici nel lavoro e nella vita sociale (esami per la patente  o per l’assunzione, richiesta di compiti in cui l’uso della lettura è scontato).

Spesso il vissuto dell’adulto dislessico, o con un diverso disturbo di apprendimento, è costituito da un percorso scolastico costellato di insuccessi che non di rado ha avuto come esito l’abbandono scolastico precoce. Diventa allora indispensabile adottare un approccio che gli permetta di compensare il proprio deficit mediante l’uso di strategie e strumenti che fanno leva sulle abilità e sulle conoscenze già acquisite, per accrescere, insieme alle capacità scolastiche, anche il senso di autoefficacia percepita.

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