Gli Alunni con Funzionamento Intellettivo Limite (FIL)

Alunni FILDi Claudia Gabrieli (Rivista BES e DSA in classe) – Sono così definiti quei soggetti che non rientrano nei Disturbi Specifici di Apprendimento né nella categoria della disabilità intellettiva e non necessariamente in quella dello svantaggio socio-culturale e linguistico. Si tratta di quei bambini che presentano potenzialità cognitive ai limiti della norma, sospesi tra ritardo mentale e normalità, i cosiddetti “borderline cognitivi” che nei test di intelligenza, in genere le Scale Wechsler o le Matrici Progressive di Raven, ottengono un Quoziente Intellettivo globale (QI) compreso tra 71 e 84.

Inoltre, il Funzionamento Intellettivo Limite può essere determinato in base alla minore capacità della persona di rispondere agli stimoli ambientali, cioè di assumere comportamenti adeguati al contesto; in questo senso, possiamo definire il FIL come una limitazione del “funzionamento adattivo” dell’individuo.

I bambini che si trovano in questa “zona d’ombra cognitiva” manifestano difficoltà nell’apprendimento come conseguenza del potenziale intellettivo non ottimale.

Non si tratta di eccezioni: la direttiva sui Bisogni Educativi Speciali (BES) del 2012 rivela che questi casi si aggirano intorno al 2,5% dell’intera popolazione scolastica, che corrisponde a circa 200.000 alunni; tuttavia, se il ritardo maturativo non è certificato ai sensi della legge 104/92, gli alunni con FIL non hanno diritto all’insegnante di sostegno e sono affidati esclusivamente alla responsabilità e alla competenza degli insegnanti curriculari.

Questi bambini evidenziano difficoltà nelle diverse discipline scolastiche: imparano più lentamente rispetto al resto della classe e con più fatica, anche se si impegnano al massimo delle loro possibilità; hanno bisogno di più spiegazioni rispetto ai compagni per risolvere il compito assegnato e di tempi più lunghi per acquisire nuove conoscenze e abilità; manifestano problemi nella lettura e nella comprensione del testo e il loro linguaggio appare piuttosto povero; presentano ridotte capacità logiche e di astrazione.

È importante che coloro che rientrano in questa tipologia di apprendenti ricevano particolari attenzioni in ambito scolastico ed extrascolastico, anche in considerazione delle ripercussioni che la loro condizione può avere sul piano emotivo e relazionale e dunque sulla personalità. Infatti, essi possono presentare una caduta del livello di autostima tanto più significativa quanto maggiore è la consapevolezza delle loro capacità deficitarie.

La già citata normativa sui BES precisa che“gli interventi educativi e didattici hanno come sempre ed anche in questi casi un’importanza fondamentale”; pertanto, il legislatore sottolinea “la necessità di elaborare un percorso individualizzato e personalizzato … anche attraverso la redazione di un Piano Didattico Personalizzato”.

Sostanzialmente, è possibile e auspicabile che gli alunni con FIL possano usufruire di tutti gli strumenti compensativi e delle misure dispensative previste dalle disposizioni attuative della Legge 170/2010  per i Disturbi Specifici di Apprendimento.

Nella progettazione del piano didattico personalizzato gli insegnanti possono apportare una semplificazione degli obiettivi di apprendimento e  una riduzione dei contenuti disciplinari.

Gli obiettivi del percorso formativo dovrebbero prevedere lo sviluppo di abilità metacognitive, l’acquisizione di un metodo di studio e di strategie compensative, al fine di garantire agli alunni autonomia nelle attività didattiche e una maggiore sicurezza personale.

I bambini con funzionamento cognitivo limitato possono ottenere buoni risultati nell’apprendimento e raggiungere un livello soddisfacente di integrazione scolastica e sociale, purchè siano loro offerte le opportune stimolazioni didattiche e un sostegno psicologico che favorisca un adeguato sviluppo affettivo-relazionale.

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