Le nuove tecnologie: alleate preziose per la didattica con bambini dislessici

dislessia_nuove_tecnologieDi Adelina Guerrera (Rivista BES e DSA in classe) – L’utilizzo delle tecnologie ricopre un ruolo fondamentale nel favorire la motivazione degli alunni.

Ecco perché, in tal senso, l’informatica può, per le sue caratteristiche, aiutare in vari ambiti:

  • nella diagnosi e nell’individuazione precoce;
  • per potenziare le abilità di letto-scrittura;
  • per compensare le difficoltà.

Affinché possa essere favorito il successo formativo del bambino è necessario quindi che il docente segua un percorso che passa attraverso alcune tappe fondamentali:

  • effettuare una buona analisi della situazione;
  • stabilire obiettivi e compiti;
  • prendere decisioni organizzative.

Subito dopo aver stabilito la fase pianificativa, l’insegnante è chiamato a definire le modalità di controllo (monitoring) e di revisione delle attività svolte (processing) per poi procedere con la somministrazione e con la predisposizione dei tempi e delle modalità delle didattiche multimediali.

Rispetto a queste ultime è necessario procedere alla ricerca degli strumenti compensativi che favoriscono, oltre la multimedialità, sopratutto la multisensorialità.

Multisensorialità: una strategia didattica vincente

Si tratta di un metodo che aiuta in modo significativo il docente e il discente nella relazione educativa secondo cui l’alunno impara ad associare l’atto fisico dello scrivere al suono e alla forma delle lettere.

I bambini dislessici sono infatti definiti dei pensatori visivi poiché possiedono della abilità visivo-spaziali e, per tali ragioni, gli ausili visivi forniscono principalmente le informazioni in forma logica, strutturata e sequenziale, risultando così utili per organizzare la vita quotidiana.

In tal senso, l’informatica e le nuove tecnologie offrono l’opportunità di compensare tali lacune favorendone non solo l’apprendimento, ma soprattutto un buon grado di autonomia e permettendo al docente di svolgere il suo programma.
Si possono, a riguardo, citare degli esempi pratici:

  • Utilizzo delle email: fondamentali poiché spingono i ragazzi anche con dislessia a scrivere, accompagnando la parte scritta da foto e immagini e creando così un costante scambio di mappe mentali che favorisce la collaborazione fra la classe.
  • Utilizzo del blog: una sorta di diario multimediale su internet dove possono essere scritti dei post e dei messaggi per essere commentati e discussi.
  • Software didattici: programmi per il computer che contengono spiegazioni, feedback, spiegazioni, correzioni, valutazioni degli errori, test di verifica, esercitazioni, giochi didattici.

Questi strumenti favoriscono l’allineamento della scrittura in ambienti comunque facilitanti, motivandone l’alunno attraverso un utilizzo facile e intuitivo costituito da contenuti comprensibili che stimolano la creatività coinvolgendo l’alunno e rendendolo autonomo.

Pertanto diciamo sì alla tecnologia a supporto della didattica e potremo ottenere i seguenti vantaggi, qui di seguito elencati:

  • il senso visivo viene potenziato, la trasmissione di conoscenze avviene privilegiando la modalità visiva (schemi, mappe, modelli, simulazioni, animazioni) rispetto a quella verbale;
  • l’interattività degli ambienti ipermediali consente di modificare il flusso comunicativo unidirezionale della macchina rompendo il rapporto di passiva fruizione da parte dell’utente;
  • la navigabilità consente una ricerca logica, a livelli diversi di approfondimento, attraverso informazioni che portano ad altre informazioni per vie trasversali e soggettive;
  • la connettività enfatizza, attraverso i collegamenti della rete, l’attitudine alla cooperazione e al lavoro di gruppo, per decidere, conoscere, creare assieme ad altri.

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