Famiglie in corsa per avere certificazioni BES?

Silvio – Insegno in una secondaria di secondo grado dove appunto si parla di BES. La mia perplessità è questa: si può considerare bes uno studente ad esempio di quarto anno di scuola superiore che ha avuto anche forzatamente un percorso didattico non best…ovvero che è stato promosso con debiti vari? E se a questo studente viene studiato un percorso didattico individualizzato come sarà valutato???? Ovvero il sei bes sarà diverso dal sei normale….immagino la corsa delle famiglie ad avere figli bes e promozione garantita..vi prego di chiarirmi questa idea…

Rossana Gabrieli – Gentilissimo Professore,

premetto che non condivido l’idea di famiglie in corsa per ottenere certificazioni, perché queste significherebbero la presenza di difficoltà, cosa che sicuramente non può rallegrare né studenti né familiari.

A parte questo, dobbiamo fare attenzione a non confondere studenti con debiti perché, semplicemente, non studiano – situazione abbastanza comune – con ragazzi che presentano bisogni educativi speciali, i quali, secondo la Direttiva Miur del 27/12/2012, comprendono, “oltre i disturbi specifici dell’apprendimento, anche i deficit del linguaggio, delle abilità non verbali, della coordinazione motoria, ricomprendendo – per la comune origine nell’età evolutiva – anche quelli dell’attenzione e dell’iperattività, mentre il funzionamento intellettivo limite può essere considerato un caso di confine fra la disabilità e il disturbo specifico”.

In tutte quante le situazioni descritte dalla Direttiva, non è necessaria una certificazione clinica, ma è il Consiglio di Classe che predispone un Piano Didattico Personalizzato, riconoscendo, con ciò, la presenza di un bisogno educativo speciale. In tale Piano Didattico Personalizzato, si farà anche riferimento alle modalità di svolgimento di verifica ed alla relativa valutazione.

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