BES e DSA. Come acquisire un “efficiente metodo di studio”

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Di Rossana Gabrieli
(Rivista BES e DSA in classe) – La legge 170/2010 sui Disturbi di Apprendimento (DSA), il D.L. n. 5669/2011 e le allegate Linee Guida fanno esplicito riferimento all’uso di “strumenti compensativi” di tipo didattico e tecnologico per sostituire o facilitare la prestazione richiesta nell’abilità deficitaria.Certamente, tecniche e strategie di approccio allo studio non assicurano il successo scolastico tout court, cancellando le disfunzioni e le difficoltà di apprendimento, ma possono aiutare studenti e alunni a diventare più efficienti nel lavoro scolastico.

È importante che l’alunno impari ad acquisire alcune “buone abitudini” che rendano possibile il raggiungimento degli obiettivi prefissati nei vari ambiti disciplinari.

Per la comprensione del testo, per esempio, l’apprendente può far leva sulle conoscenze pregresse relative all’argomento trattato, sottolineare le parole-chiave, servirsi di uno schema di sintesi per evidenziare i contenuti più importanti e utilizzare le mappe concettuali per la verbalizzazione. Per la decodifica può utilizzare la sintesi vocale, audiolibri o anche la lettura di un adulto o di un compagno: a tal proposito, il tutoring costituisce una strategia di compensazione a tutti gli effetti; la collaborazione tra pari, infatti, è sempre molto importante. Nel caso di studenti con DSA, è bene consentire e incentivare il supporto offerto dai compagni nei compiti pratici, come scrivere i compiti sul diario o copiare dalla lavagna.

Nella produzione scritta, è utile aiutare l’alunno a suddividere in più parti l’elaborato e a organizzare le proprie idee, magari ricorrendo ancora alle mappe cognitive che rendono immediatamente visibili le relazioni tra i concetti e gli argomenti di interesse. Il correttore ortografico eliminerà gli errori.

Anche prendere appunti diventa meno problematico se lo studente impara a servirsi di simboli, segni convenzionali, abbreviazioni di parole o se utilizza un registratore vocale per registrare la lezione.

Ultima, ma non ultima tra le strategie compensative, la gestione dei materiali e del tempo di studio, abilità assolutamente non scontate in un bambino con DSA. A questo scopo può senz’altro servire un “diario delle attività”, in cui riportare gli impegni giornalieri e settimanali, e inoltre abituarsi a preparare un elenco delle cose necessarie da inserire nello zaino per il giorno dopo.

Occorre ribadire che i suddetti strumenti non possono considerarsi assolutamente risolutivi delle difficoltà di apprendimento, tanto più se il bambino dislessico, o disortografico o discalculico, non è in grado, per esempio, di valutare l’effettiva convenienza del mezzo di compensazione rispetto alle caratteristiche personali, scegliendo tra ciò che gli può essere realmente d’aiuto e ciò che è superfluo, se non addirittura inadatto, e se non riesce comunque a individuare modalità appropriate di apprendimento in relazione ai propri deficit e alle proprie potenzialità.

Per tal motivo, l’apprendente deve essere guidato all’autovalutazione del proprio operato, per individuare funzionalità e punti di debolezza nell’organizzazione e nelle modalità di apprendimento.

In effetti, il primo – e aggiungerei indispensabile – strumento compensativo per un alunno con DSA, al di là di ogni mezzo tecnologico e stimolo didattico, è “un efficiente metodo di studio”, cioè un piano generale di lavoro fondato sulla riflessione metacognitiva, che includa strategie e tecniche per superare, almeno in parte, deficit e lacune.

L’insegnante deve facilitare l’acquisizione di modalità adeguate di apprendimento, guidando il proprio studente nella pianificazione e nel controllo di attività quali la gestione del lavoro scolastico, anche in termini di organizzazione del tempo e dei compiti da svolgere, e nella selezione di tecniche e strategie idonee, in modo da rendere l’allievo sempre più autonomo nello studio.

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