Disturbo dell’attenzione: come si manifesta

attentionDi Rossana Gabrieli (Rivista BES e DSA in classe) – Parlando di disturbo dell’attenzione ci riferiamo ad una situazione patologica caratterizzata da facile distraibilità o disattenzione, per cui chi ne soffre non riesce a portare a termine un compito. A volte (ma non sempre) questa situazione è accompagnata anche da impulsività e iperattività.

L’attenzione é quella facoltà che permette di selezionare determinati stimoli provenienti dall’ambiente e ignorarne altri; attraverso il suo corretto funzionamento, i processi cognitivi relativi all’organizzazione del comportamento si attivano al fine di raggiungere uno scopo preciso. Esistono diversi tipi di attenzione: sostenuta, ovvero la capacità di mantenere l’attenzione su stimoli determinati per un periodo protratto di tempo; selettiva, che permette di concentrarsi su uno o più stimoli target, inibendo gli stimoli distrattori; divisa, ossia la capacità di prestare attenzione ed elaborare diverse informazioni che si presentano contemporaneamente.

La disattenzione o la facile distraibilità si manifestano come incapacità di portare a termine le azioni intraprese; a scuola, i bambini con disturbi dell’attenzione appaiono costantemente distratti, evitano di svolgere attività che richiedano attenzione per i particolari, perdono frequentemente le loro cose. I loro insegnanti si lamentano di non riuscire a far portare loro a termine nessuna attività ed a casa, nei compiti pomeridiani, la situazione non migliora. Insegnanti e genitori notano che questi soggetti non sembrano in grado di utilizzare proficuamente le loro risorse e neppure riescono ad utilizzare le strategie di apprendimento che già conoscono, manifestando un debole mantenimento dell’impegno.

Pertanto, tutto lo sforzo rivolto a consolidare quanto viene loro insegnato appare quasi inutile, poiché non si organizza in modo strutturato con facilità e questo rende arduo costruire le conoscenze successive, in una sorta di circolo vizioso in cui diventano utili strategie e metodi di insegnamento basati sulle caratteristiche della fragilità attentiva, in una personalizzazione della didattica davvero indispensabile.

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