LEARNING BY… PLAYING. IMPARARE GIOCANDO (con esempi pratici di giochi)

imparare_giocandoDi Rossana Gabrieli (Rivista BES e DSA in classe) – Quando osserviamo i bambini giocare, proviamo quasi un moto d’invidia, perché pensiamo alla “spensieratezza” ed alla leggerezza delle attività ludiche. Ma il grande Jean Piaget sapeva bene che non era proprio così, poiché, attraverso il gioco, si va strutturando lo sviluppo mentale del bambino.

Il gioco, infatti, stimola la memoria, l’attenzione, la concentrazione, favorisce lo sviluppo di schemi percettivi, capacità di confronto, relazioni e così via. Se osserviamo un bambino che non gioca, in effetti, ci preoccupiamo e pensiamo che non stia bene. Inoltre, di fronte ad una cronica carenza di attività ludica, possiamo giungere a sospettare problematiche a livello cognitivo.

Piaget mette in correlazione lo sviluppo del gioco con quello mentale, affermando che il gioco è lo strumento primario per lo studio del processo cognitivo del bambino e sostenendo che esso sia la “più spontanea abitudine del pensiero infantile”.

L’ingresso a scuola primaria viene spesso a coincidere con una riduzione dell’attività ludica, ma questa resta di fondamentale importanza per l’apprendimento ed in particolare per l’apprendimento delle lingue straniere, che nessun insegnante, a questo livello di scolarità, si sognerebbe di far passare attraverso lo studio mnemonico di regole grammaticali o di stringhe comunicative decontestualizzate. Moltissimi sono, al contrario, i giochi, in classe o all’aria aperta, per stimolare la comprensione e la produzione della lingua straniera.

Se poi in classe sono presenti bambini con Disturbi Specifici dell’Apprendimento o con Bisogni Educativi Speciali, allora il ricorso al gioco diventa il vero strumento di una didattica realmente inclusiva, poiché coinvolge allo stesso modo tutti i bambini ed anche i soggetti in difficoltà non si tirano indietro davanti ad un bel gioco, soprattutto se di squadra e divertente. L’importante é che le regole siano chiare e che l’insegnante abbia bene in mente a quale obiettivo sta puntando.

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