In presenza di difficoltà riscontrate in alcuni studenti, il Consiglio di Classe deve proporre alla famiglia un piano BES?

Sono la madre di una ragazza di dodici anni che fin dalle elementari ha avuto problemi scolastici. Ho sempre combattuto con insegnanti che avevano indicato l’eventuale presenza di una forma di dislessia. I controlli presso i centri specialistici, infatti, hanno, in quel periodo, riscontrato un livello di disattenzione e non la dislessia vera e propria. Tutto ciò ha fatto sì che gli insegnanti non avessero le dovute attenzioni nei confronti della ragazza con il risultato di voti bassissimi e difficoltà sanate in parte solo dagli aiuti dati da me ed insegnanti pomeridiani a casa. Quest’anno mia figlia ha frequentato la prima media e nonostante i miei avvertimenti ai professori del trascorso della ragazza, ci siamo trovati di fronte ad una bocciatura. Fra l’altro più volte ho parlato con gli insegnanti e nessuno mi aveva avvertito di una loro intenzione in proposito. Ora sono venuta a sapere dell’esistenza dei BES e degli eventuali piani personalizzati e mi chiedo: gli insegnanti stessi sia alle elementari che ora alle medie avrebbero dovuto e potuto prendere un’iniziativa in merito ad un piano di studi personalizzato per mia figlia? Ovvero anche se non ancora certificata come dislessica, avrebbero potuto in base ai “BES” cercare di fare qualcosa per aiutarla, piuttosto che arrivare a delle conclusioni così drastiche e per giunta senza un avvertimento preventivo alla famiglia? Grazie per le eventuali risposte in merito.

Rossana Gabrieli – Gentilissima,

la legislazione sul riconoscimento e l’inclusività per studenti con cosiddetti “Bisogni Educativi Speciali”, risale alla fine del 2012 (DM 27/12/12 e seguenti), per cui, da un punto di vista prettamente cronologico, certamente gli insegnanti, che si trattasse della scuola primaria o secondaria, avrebbero potuto e dovuto attivarsi, sin da allora, giungendo alla stesura di un apposito Piano Didattico Personalizzato, attuando una didattica inclusiva ed utilizzando strumenti e misure adeguati. Non solo: sempre in base alla normativa vigente, le scuole devono realizzare Piani di Lavoro Annuali per l’Inclusività, collaborando con le famiglie interessate, con le quali instaurare un dialogo costruttivo. Cosa che non è avvenuta evidentemente nel caso di sua figlia. Le consiglio di richiedere un incontro con il Dirigente Scolastico, non solo per chiedere chiarimenti per quanto avvenuto lo scorso anno scolastico, ma anche per avviare modalità operative costruttive per l’anno a venire.

Cordiali saluti.

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