Un alunno con fobia scolare rientra tra i BES? Può essere fatta a casa l’istruzione?

Sono la mamma di un ragazzino di 12 anni che soffre di fobia scolare con attacchi di panico. In questo caso il BES può esser richiesto? E come si svolgerebbe se l’alunno non riesce a entrare in classe con i compagni? L’istruzione può essere fatta anche a casa? Ho cercato di attivare una maestra di sostegno ma non è stata accettata.

Rossana Gabrieli – Gentilissima signora,

un caso come quello di suo figlio, con fobia scolare e disturbo di panico, soprattutto se è stato certificato, rientra sicuramente tra i casi di Bisogno Educativo Speciale.

Immagino che sia stato anche avviato un percorso terapeutico, perché, in effetti, il riconoscimento e le certificazione sono soltanto il primo passo verso la soluzione del problema, che va preso in carico da parte di specialisti.

Peraltro, rispondendo alla sua domanda sull’insegnamento domiciliare, le confermo che questo è trattato dalla Circolare Ministeriale n. 60 del 16/07/2012, nota prot. n. 4439: “Scuola in ospedale e istruzione domiciliare: Indicazioni operative per la progettazione dei percorsi di scuola in ospedale e a domicilio per alunni temporaneamente malati”.

Gli organi competenti nella gestione del servizio sono gli Uffici Scolastici Regionali ai quali le scuole devono in ogni caso rivolgersi per ottenere le risorse necessarie, seguendo apposite procedure al fine di attivare l’istruzione domiciliare, a cominciare dall’inserimento dell’istruzione domiciliare all’interno del Piano dell’Offerta Formativa.

Diversa ed altra cosa è l’istruzione parentale, di cui si legge nella CM 28/2014: “Al fine di garantire l’assolvimento dell’obbligo di istruzione, le famiglie che intendono avvalersi dell’istruzione parentale presentano specifica dichiarazione direttamente alla primaria statale o alla scuola secondaria di primo grado viciniore, dimostrando di possedere le competenze tecniche e i mezzi materiali per poter provvedere, in proprio o mediante frequenza di una istituzione non statale non paritaria, all’istruzione del proprio figlio. Sulla base di tale dichiarazione, il dirigente dell’istituzione scolastica prende atto che l’assolvimento dell’obbligo di istruzione viene effettuato mediante l’istruzione parentale, comunicando, altresì, alla famiglia che entro il termine dell’anno scolastico l’alunno dovrà sostenere il prescritto esame di idoneità alla classe successiva. Analogamente, per quel che concerne l’accesso alle classi successive alla prima, si richiama all’attenzione che gli alunni soggetti all’istruzione parentale debbono sostenere l’esame di idoneità prima dell’inizio dell’anno scolastico”.

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