Se i risultati in inglese di un alunno DSA sono sempre insufficienti, è possibile esonerarlo dalla lingua?

Gradirei un consiglio riguardo alla seguente situazione. Nell’istituto professionale dove insegno inglese ci sono molti alunni con certificazione DSA: alcuni di questi riescono a ottenere ottimi risultati, mentre altri hanno probabilmente un deficit cognitivo più o meno grave, a cui si aggiunge un completo disinteresse per la materia. Ne consegue che i risultati di questi ultimi sono sempre insufficienti nonostante l’uso di strumenti compensativi e dispensativi, interrogazioni programmate con largo anticipo e verifiche estremamente semplificate.

Questi casi vengono regolarmente discussi in sede di consiglio di classe, ma nella stesura del PDP il consiglio di classe insiste nel non esonerare lo studente dallo studio della lingua straniera.

Per questi alunni, la certificazione DSA è diventata un lasciapassare infallibile e quasi si mettono a ridere quando si chiede loro di prepararsi per l’interrogazione orale. Un alunno ha sempre sostenuto che lui non riesce in nessun modo a fare un’interrogazione orale e che io devo capirlo perché ha la certificazione; il consiglio di classe gli ha dato ragione ed è stato promosso alla classe successiva.

Altri alunni hanno inspiegabilmente superato l’esame di stato senza aver mai sostenuto durante tutto il percorso scolastico un’interrogazione scritta o orale accettabile.

Tutto questo è corretto o può l’insegnante a questo punto decidere di esonerare l’alunno dallo studio della lingua inglese?

In attesa di una Sua risposta, La ringrazio in anticipo.

Maria Grazia

Rossana Gabrieli – Gentile Maria Grazia,

per poter procedere ad una diagnosi di Disturbo Specifico dell’Apprendimento bisogna escludere un ritardo cognitivo, quindi ciò significa che uno studente o una studentessa DSA presentano sempre un quadro intellettivo nella norma. Ma è pur vero che i livelli di severità del disturbo sono sempre personali e variano da soggetto e soggetto, oltre al fatto che possono esserci situazioni di comorbilità con altre problematiche, come, ad esempio, il disturbo dell’attenzione ed iperattività, che possono creare ulteriori difficoltà.

Lo studio delle lingue straniere, poi, come più volte ribadito, risulta particolarmente ostico per soggetti con Disturbo dell’Apprendimento (ed anche in questo caso bisogna distinguere a seconda delle caratteristiche del disturbo e del suo grado di severità, nonché delle caratteristiche della lingua studiata) e dunque necessita di un lavoro metodologico-didattico adeguato.

Il Consiglio di Classe è ben orientato quando evita il ricorso all’esonero, poiché, da un punto di vista legale, a tale scelta conseguirebbe il rilascio di un attestato e non di un titolo legale. Non sarebbe male, invece, prendere in considerazione la possibilità di ricorrere alla dispensa dallo studio (e pertanto dalla verifica) della forma scritta della lingua straniera, che consente di concentrarsi solo sullo studio della forma orale della lingua stesse.

Le ricordo che, in ogni caso, non è e non può essere il docente di disciplina a stabilire il ricorso all’una o all’altra scelta, ma l’equipe clinica che la indicherà, nel caso, nel documento diagnostico.

In ogni caso, tutto andrà sempre indicato nel PDP, a cui tutti (famiglia, docenti e lo stesso studente) devono far riferimento, non certo come “giustificazione”, ma come ragionato e condiviso percorso formativo e metodologico-didattico.

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