Psicomotricità educativa e terapeutica

psicomotricitàdi Rossana Gabrieli (Rivista BES e DSA in classe)

Come il termine stesso lascia intendere, la psicomotricità vuol conciliare in un’unica disciplina tanto gli aspetti fisici che quelli psichici della persona, integrandoli attraverso l’attività motoria, tesa al raggiungimento dell’integrazione del sé. Ecco perché l’importanza di praticarla sin dalla prima infanzia e di rivolgerla soprattutto ai bambini.

Le attività psicomotorie sono volte, pertanto, all’uso corretto dello spazio e degli oggetti, ad un’equilibrata interazione con gli altri e nella capacità empatica di rappresentare gli altri attraverso movimento, parola, gioco.

Da qui la valenza non solo per tutti i bambini in generale, ma per quelli con varie tipologie di deficit in particolare. Nel primo caso si parla genericamente di psicomotricità educativa, praticata anche nelle scuole, nel secondo di psicomotricità terapeutica. Sia le insegnanti della scuola d’infanzia che quelle della scuola primaria conoscono bene i giochi psicomotori e ne favoriscono la pratica nelle loro sezioni e classi o, meglio ancora, in spazi appositamente attrezzati, dove si possono trovare palle, birilli, materassi, ma anche angoli dedicati al disegno o alla manipolazione.

Uno degli esercizi più noti ed anche apprezzati dai bambini è quello che favorisce la percezione del corpo sia in situazione statica che dinamica e si può realizzare con bambini di età compresa tra i tre e gli otto anni.

“L’educatore inviterà i bambini a muoversi a ritmo di musica, variando ad ogni pausa il tipo di andature: corsa lenta, corsa velocissima, passo saltellato, camminata in piedi e a gattoni, salti a piedi uniti, ecc. Ad ogni stop della musica, i bambini dovranno fermarsi nella posizione in cui sono, immobilizzandosi e pensando: “Siamo come statue di pietra”. Più lungo è il silenzio, più aumenterà la difficoltà. Con i più grandi si potranno alternare movimenti sempre più veloci tra uno stop e l’altro, per aumentare la prontezza di riflessi dei bambini” (Giovanna Paesani “Bambini in movimento, 120 giochi e percorsi di psicomotricità”. La Meridiana).

 

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