Come comportarsi con una classe che si chiede il perché della riduzione dei quesiti di una verifica per un alunno BES?

Vorrei qualche valido consiglio su come rispondere assertivamente nella seguente situazione.

Verifica di matematica-liceo classico-classe prima: dopo aver somministrato la verifica all’alunno/a BES opportunamente ridotta qualcuno chiede: “Come mai lui ha meno esercizi di noi?”

(Preciso che la coordinatrice ha già fatto firmare a tutti i docenti il PDP che è sulla cattedra).

Mi sento notevolmente in imbarazzo.. Vorrei capire come poter rispondere in modo assertivo e, allo stesso tempo, autorevole?

Rossana Gabrieli – Gentilissima,

la situazione che lei descrive è davvero molto comune: a fronte di verifiche calibrate somministrate ad uno di loro, il gruppo classe, o una parte della classe, chiede “conto” al docente.

Capita, in verità raramente, che sia lo stesso studente a rispondere ai propri compagni, spiegando che, a causa delle proprie caratteristiche, necessita di un adeguamento delle verifiche, ma, il più delle volte ciò non avviene ed, anzi, i ragazzi BES o DSA non accettano di condividere la realtà della loro situazione col gruppo dei pari. E questa esigenza va, evidentemente, tutelata.

Una buona strategia di condivisione è quella di realizzare, ad inizio di ogni anno scolastico, una giornata di informazione, con proiezione di filmati e discussioni guidate, per spiegare agli studenti che cosa siano e cosa significhino realtà come la dislessia, la disgrafia, i bisogni educativi speciali, eccetera.

Ma, laddove questo non sia avvenuto, semplicemente, l’insegnante può rispondere alle richieste dei propri studenti che le verifiche vengono preparate in modo da rispondere alle specifiche caratteristiche di ognuno, che ciò è perfettamente legale, perché dirigente e famiglie ne sono al corrente e che la professionalità del docente garantisce che ognuno venga trattato alla stessa stregua, stanti le specificità di ognuno.

Cordiali saluti.

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