L’apprendimento della lingua straniera: un percorso possibile

languages1-woman-speaking-languages-flagsdi Claudia Gabrieli

La prassi metodologico-didattica appare oggi sempre più attenta alle differenze individuali sul piano cognitivo, linguistico e culturale; tali “diversità” devono essere riconosciute e valorizzate per un’azione formativo-linguistica efficace, “personalizzata” in quanto calibrata sulla base delle caratteristiche specifiche dell’allievo.

Michele Daloiso[1], in riferimento ai problemi di acquisizione delle competenze linguistiche da parte degli studenti dislessici, rimanda ad una “glottodidattica accessibile”, intendendo con ciò un percorso in cui sono attivate strategie, tecniche e strumenti volti ad abbattere le barriere psicologiche, linguistiche e metodologiche che possono ostacolare la crescita formativa dell’apprendente dislessico.

Il lavoro finalizzato all’attuazione di una “glottodidattica accessibile” si sviluppa attraverso tre fasi che prevedono l’analisi dei bisogni, l’azione didattica mirata e il momento valutativo, in un processo non sequenziale, ma ricorsivo e flessibile nella sua realizzazione.

Nella fase iniziale, il primo momento di intervento in classe va diretto all’osservazione delle prestazioni atipiche in lingua straniera. È opportuno, inoltre, osservare lo stile di apprendimento linguistico insieme ad alcuni indicatori comportamentali, quali il tempo impiegato a scuola e a casa per lo svolgimento dei compiti assegnati, e le credenze dell’alunno circa le proprie caratteristiche personali.

Conseguentemente, vanno approntati gli strumenti compensativi e le misure dispensative da adottare con gli allievi in difficoltà e si predispongono le attività da svolgere in classe per il conseguimento degli obiettivi prefissati.

Nella fase di valutazione si esaminano i risultati delle performance linguistiche del bambino rispetto alla situazione di partenza.

Naturalmente, la tipologia degli esercizi proposti in quest’ultima fase deve essere coerente con gli obiettivi programmati, con i contenuti appresi, con la forma e le modalità di somministrazione degli esercitazioni svolte nelle fasi precedenti.

[1] Daloiso M. (2012). “Lingue straniere e dislessia evolutiva. Teoria e metodologia per una glottodidattica accessibile”. UTET Università, Torino.

I commenti sono chiusi.