Per uno studente con disturbo d’ansia si deve compensare in ogni caso una prova scritta con una orale?

Gentile Dott.ssa,

nella valutazione psicologica presentata da una studentessa di III° Liceo Linguistico, si evidenziano disturbo d’ansia e funzionamento cognitivo globale in area limite, con il suggerimento di adottare un PDP. Tra le misure suggerite compare anche “favorire l’esposizione orale”.  Ciò mette in seria difficoltà il Consiglio di classe: qualche genitore, infatti, anche sulla scorta di parere di esperti, interpreta tale frase in senso assoluto, sostenendo la necessità di offrire in ogni caso la possibilità di compensare una valutazione insufficiente nello scritto con una nell’orale. Ora, va ricordato che, anche qualora si preveda una programmazione per obiettivi minimi, in particolare nelle discipline linguistiche, vi sono obiettivi d’apprendimento espressamente formulati in riferimento alla produzione scritta. Concedere un tempo maggiore per lo svolgimento della verifica e, eventualmente, fornire nel corso della stessa un computer con programma di videoscrittura, non possono essere considerati una misura compensativa sufficiente?

Rossana Gabrieli – Gentile insegnante,

ciò che lei suggerisce (ricorso a computer con programma di videoscrittura) potrebbe risultare una strategia adeguata qualora la studentessa abbia sviluppato, negli anni, una consuetudine all’uso di tale strumento compensativo. Ciò che non sarebbe adeguato, in altre parole, sarebbe il passaggio a tale modalità di lavoro senza accertarsi che la ragazza lo trovi realmente di beneficio. Ciò vale per qualunque strumento compensativo.

È evidente, però, che la modalità di verifica scritta, come indicato dagli specialisti, non può, in questo caso, rivestire lo stesso peso valutativo della verifica orale.

Cordiali saluti.

 

I commenti sono chiusi.