Quali strategie mettere in atto in presenza di alunni con grave fobia scolare?

Buongiorno. Sono una docente di storia e filosofia che lavora in un liceo di provincia. Sono responsabile degli alunni con BES. Attualmente mi sto occupando di una ragazzina affetta da fobia scolare piuttosto grave iscritta in una terza liceo.

Il problema è insorto lo scorso anno, ma ora si è acutizzato. Il PDP che prevede di concordare verifiche scritte e orali e di adottare strategie relazionali motivanti non è più adeguato. La ragazza rifiuta di entrare in classe. Dopo un periodo a casa, ho proposto di ricominciare a frequentare fuori dall’aula e la ragazza sta venendo a scuola tre ore ogni giorno seguita da due docenti dell’organico potenziato. I colleghi del consiglio di classe non condividono questa strategia che in questo momento sta facendo uscire la ragazza di casa. Si farà un consiglio di classe a breve con la presenza della psicoterapeuta. Io vorrei proporre un percorso d’aiuto graduale che preveda la frequenza fuori dall’aula, poi in aula con la docente dell’organico potenziato per arrivare alla frequenza in aula magari flessibile nell’orario. Cosa ne pensa? Ha qualche consiglio in merito?

Rossana Gabrieli – Gentile Professoressa,

se la situazione fobica vissuta dalla ragazza è andata aggravandosi, come da lei indicato, allora è davvero indispensabile ascoltare quanto ha da dire e cosa suggerisce la psicoterapeuta che la segue ed attenersi scrupolosamente a quanto suggerito, per non creare situazioni conflittuali e controproducenti nel percorso intrapreso. Se la specialista condivide la sua strategia, che mi sembra molto attenta da un punto di vista pedagogico-didattico, allora potrete porla in essere. Mi pare che la parola d’ordine debba essere: stretta sinergia.

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