Come far comprendere a un docente o a un genitore quali sono le difficoltà di uno studente con dislessia?

Buongiorno,

mia figlia adolescente frequenta la 2° Liceo sportivo, è dislessica, con bassa autostima e poca voglia di fare in quanto non riconosce le proprie capacità. Il docente di fisica la considera una che non studia e quindi i 4 volano come fiocchi di neve e Sara “odia” l’insegnante e quindi la materia. Il padre è dello stesso parere dell’insegnante, e questo crea conflitto tra i due. Nelle altre materie se la cava bene. Quale consiglio ci potete dare, affinché Sara recuperi questi rapporti sofferti con: insegnante, materia, padre?

N.B.: l’insegnante ovviamente le fa usare gli strumenti compensativi e le interrogazioni programmate.

Rossana Gabrieli – Gentilissima

Come tante volte ho già scritto tra queste righe, riferendomi al famoso video “Come può essere così difficile”, il vero problema del disturbo d’apprendimento è “farlo capire a chi non ce l’ha”.

Ragazzi e ragazze intelligenti e creativi, che “incomprensibilmente” crollano davanti allo studio di alcune discipline possono suscitare perplessità anche in chi li conosce bene. Ovviamente, è molto più facile tacciarli di pigrizia, inerzia, scarsa volontà che accettare che il loro processo di apprendimento possa “incepparsi” da qualche parte. Invece è proprio così. È un duro ed incessante lavoro quello di cercare di spiegare cosa sia la dislessia.

Veda se suo marito accetta di vedere il video di cui le ho parlato e se, magari all’inizio del prossimo anno scolastico, si possa dedicare una giornata a parlare di cosa siano i disturbi dell’apprendimento nella scuola di sua figlia. Parlarne è il primo passo.

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