La dispensa dalla prova scritta di lingua straniera degli Esami di Stato deve essere sottoscritta dal neuropsichiatra?

Sono la mamma di un ragazzo in quinta alberghiero prossimo agli esami. La lingua inglese è sempre stato uno scoglio, ma negli anni scorsi abbiamo incontrato insegnanti disponibili e pronti ad adeguare la loro didattica alle sue difficoltà.

Quest’anno l’insegnante è cambiata e le difficoltà sembrano insuperabili.

Si parla solamente di numeri: numero di righe in cui deve essere riassunto un brano, numero di brani che dovrà portare agli esami, numeri, solo numeri. Ci è stato proposto di fargli sostenere la prova orale anziché scritta e vogliono una nostra richiesta e una richiesta del neuropsichiatra che ha fatto la sua diagnosi che attesti la necessità di tale decisione. Il dottore sostiene che sono decisioni che spettano alla scuola e che lui non può che confermare che la sua diagnosi è valida per l’intero ciclo scolastico compresi gli esami. Che dobbiamo fare? Perché a rimetterci dobbiamo sempre essere noi?

Grazie

Rossana Gabrieli – Gentilissima,

la questione da porsi è un’altra: il ricorso alla dispensa dalla verifica in forma scritta può risultare VERAMENTE efficace per le caratteristiche del disturbo di suo figlio? Il ragazzo, al quinto anno, è certamente in grado di esprimere la sua opinione nel merito.

Se effettivamente il poter sostenere l’esame di lingua nella sola forma orale fosse ciò che lui sente come rispondente alle sue necessità, allora tale dispensa potrebbe essere una scelta vincente.

In tal caso, però, il neuropsichiatra deve inserire questa dicitura nella certificazione che non è un documento statico, ma duttile e che non può far passare tale richiesta per “silenzio assenso”, ma deve indicare tale scelta a chiare lettere. Così vuole la normativa. Rossana Gabrieli.

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