Si possono avviare misure personalizzate senza preventivo consenso della famiglia?

Buonasera,

mio figlio mi ha informata che da una settimana frequenta lezioni in altre aule. All’uscita da scuola ho chiesto all’insegnante. Ho ricevuto il giorno dopo una comunicazione scritta, nella quale mi si informava che a causa dei reiterati comportamenti indisciplinati, è stato avviato un procedimento personalizzato dell’apprendimento. Mi sono informata sul web sulla questione, ma non mi risultano chiari alcune cose. Può la scuola attuare una tale procedura senza avvisare la famiglia? Nei casi di BES, non si applicano strumenti compensativi e dispensativi seguendo un progetto scritto in ogni caso concordato con la famiglia? I risultati scolastici non sono brillanti ma nemmeno così invalidanti, la questione è puramente disciplinare. Se frequenta altre classi con altri alunni dove sta l’intento di inclusitività? La ringrazio per l’attenzione, spero mi possiate chiarire questi dubbi.

Rossana Gabrieli – Gentilissima,

la scuola ha sempre il dovere di informare la famiglia per ogni decisione che riguardi lo studente. Inoltre, più volte le leggi relative al Piano Didattico di Apprendimento ribadiscono come questo sia il frutto di ampia condivisione.

Ad esempio, le Linee Guida del 2011 per i DSA indicano: “Nella predisposizione della documentazione in questione è fondamentale il raccordo con la famiglia, che può comunicare alla scuola eventuali osservazioni su esperienze sviluppate dallo studente anche autonomamente o attraverso percorsi extrascolastici”.

Lo faccia presente alla scuola.

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