L’apprendimento collaborativo nel doposcuola specifico per alunni con DSA

coop_learnPaola Manno e Rossana Gabrieli

Negli ultimi anni sono nati diversi laboratori specifici rivolti a ragazzi DSA.

Il servizio nasce per rendere questi alunni progressivamente autonomi nello studio, fornendo loro supporto e strategie, affinché diventino consapevoli dei punti di forza che posseggono e su cui far leva. Si insegna loro ad utilizzare gli strumenti compensativi in maniera funzionale e il compito dei tutor è proprio quello di guidare i ragazzi a trovare un metodo di studio efficace per le diverse materie, sfruttando tutte le risorse possibili.

Tale scoperta di potenzialità spesso latenti, richiede non poco tempo. Attività, strumenti e modalità vengono valutati individualmente dall’equipe, stilando degli obiettivi individuali adattati all’esigenza di ognuno e condivisi in maniera chiara con la famiglia e la scuola. Si tratta di un lavoro specifico sulla metacognizione, che diventa una risorsa imprescindibile.

Le attività non sono individuali, salvo richieste particolari, e i ragazzi hanno modo di conoscersi e socializzare. L’autostima in questo caso viene rafforzata, perché, nonostante i diversi vissuti ed esperienze pregresse, essi hanno modo di conoscere altre realtà simili alle loro – condizione spesso improbabile nel più vasto contesto scolastico – e di crescere insieme.

Questa condivisione si consolida anche nel momento stesso dell’apprendimento, facendo in modo che siano gli stessi ragazzi a dare piccoli suggerimenti ai compagni del gruppo. Tale strategia è molto efficace in quanto, da una parte il ragazzo che ha bisogno di un chiarimento non percepisce la rigidità del rapporto verticale “tutor-alunno” e impara a stabilire relazioni positive con i coetanei, dall’altra colui che offre l’aiuto viene fortemente gratificato, avendo la possibilità di confermare la sua competenza.

Questo tipo di apprendimento collaborativo ha un effetto positivo sul rendimento scolastico e sul benessere socio emotivo, migliorando la performance.

Di tratta di esperienze che si basano sia sul cooperative learning propriamente detto, che su attività peer to peer, in cui l’adulto (tutor o docente o educatore) resta quasi defilato, consentendo al gruppo dei pari di scegliere il proprio percorso di lavoro, di stabilirne le tappe, i tempi e le modalità di realizzazione.

È possibile, dunque, favorire lo sviluppo del pensiero divergente e creativo, superando forme di lavoro standard e meno stimolanti.

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