Gli strumenti compensativi possono essere usati solo durante la somministrazione delle prove INVALSI?

Gentilissima,

come Referente BES della mia scuola ho indetto a Maggio una simulazione delle prove Invalsi. Queste avranno procedure e tempi come previsto dalla normativa.

Gli alunni con DSA e BES (socio/economico/culturale) accompagnati da PDP, saranno portati in altra aula dove, un lettore “umano”, individuato tra gli insegnanti di sostegno, leggerà loro il testo di italiano e l’enunciato di matematica, per la comprensione.

I ragazzi potranno avvalersi degli strumenti compensativi trascritti, ciascuno i suoi, nel PDP.

La Dirigente però, pur riconoscendo ai DSA l’uso degli strumenti compensativi sia per le prove canoniche dell’Esame di Stato che per la prova Invalsi, non vuole riconoscerlo per i soli BES all’esame invalsi. Cioè sostiene che questi alunni potranno adoperare gli strumenti contenuti nel loro PDP solo alle prove d’esame, ma non alle prove INVALSI. Può farlo? Che senso avrebbe “l’aiuto” dato per tutto l’anno, dato all’Esame… ma NEGATO all’Invalsi? Ha mostrato una tabella dove questo è segnato… Ma questa tabella appartiene alla procedura data per la prova della scuola Primaria e per le classi seconde della scuola superiore. Non è per l’Esame di terza media. Come posso fare e cosa posso mostrare al Capo d’Istituto per convincerla che sta sbagliando? Io ho solo a cuore l’interesse dei miei ragazzi. Grazie per il suo tempo.

Rossana Gabrieli – Gentilissima,

quanto afferma il suo Dirigente Scolastico è esattamente quanto contempla la normativa circa lo svolgimento delle prove Invalsi da parte degli studenti con Bisogni Educativi Speciali (Nota sullo Svolgimento delle Prove Invalsi 2015/2016 per gli allievi con bisogni educativi speciali). Come, però, giustamente lei rileva, la tabella fa riferimento alla procedura prevista per la scuola primaria e per le classi seconde delle superiori, tant’è che la medesima nota, a piè di tabella, precisa: “Per la Prova nazionale prevista nell’ambito dell’Esame di Stato conclusivo del primo ciclo di istruzione, invece, si rinvia a quanto previsto dalla normativa vigente”.

Si tratta, evidentemente, della C.M. 48/2013 “Istruzioni a carattere permanente relative allo svolgimento degli esami di stato a conclusione del primo ciclo di istruzione” e della nota 3587/2014,  oggetto: “Esame di Stato conclusivo del primo ciclo di istruzione”, che, molto chiaramente indica, “[…]La Commissione –   sulla base di quanto previsto dalla Direttiva 27.12.2012 recante Strumenti di intervento per alunni con Bisogni educativi speciali ed organizzazione scolastica per l’inclusione, dalla circolare ministeriale n. 8 del 6 marzo 2013 e dalle successive note, di pari oggetto, del 27 giugno 2013 e del 22 novembre 2013 – esaminati gli elementi forniti dai Consigli di classe, terrà in debita considerazione le specifiche situazioni soggettive, relative ai candidati con Bisogni Educativi Speciali (BES), per i quali sia stato redatto apposito Piano Didattico Personalizzato e, in particolare, le modalità didattiche e le forme di valutazione individuate nell’ambito dei percorsi didattici individualizzati e personalizzati. A tal fine i Consigli di classe trasmetteranno alla Commissione d’esame i Piani Didattici Personalizzati. In ogni caso, per siffatte tipologie, non è prevista alcuna misura dispensativa in sede di esame, sia scritto che orale, mentre è possibile concedere strumenti compensativi, in analogia a quanto previsto per gli alunni con DSA”.

Pertanto, non si vede il motivo per cui tali strumenti non debbano essere concessi agli studenti BES.

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