Quando il ragazzo rifiuta di andare a scuola

no-schooldi Paola Manno

Il comportamento di rifiuto scolare consiste in una difficoltà che sperimentano alcuni ragazzi tra 5 e 17 anni nel frequentare regolarmente la scuola. Non si tratta di semplice pigrizia o scarso impegno, lo dimostra il fatto che quasi sempre questi ragazzi svolgono con estrema tranquillità i compiti a casa e studiano durante le ore mattutine, pur rifiutandosi di presentarsi in classe.

Sono state osservate diverse modalità di evitamento scolastico. Spesso i ragazzi si assentano per un tempo prolungato, altri abbandonano ripetutamente le lezioni durante il giorno, oppure arrivano in ritardo, agendo in modo inadeguato con lo scopo di posticipare l’ingresso in classe.

Un problema di questo tipo scombussola la vita del ragazzo ma le difficoltà si ripercuotono sull’intera famiglia in quanto i genitori sono costretti a rimandare i loro impegni di lavoro, inoltre eventuali fratelli vivrebbero con confusione la disparità di trattamento tra l’uno e l’altro figlio.

Alcuni ragazzi con problematiche di rifiuto scolare reagiscono chiudendosi in se stessi e sperimentando forte ansia e paura, isolandosi dal contesto sociale, manifestando stanchezza e depressione. Altri invece rispondono con modalità aggressive, opponendosi con forza alle figure di riferimento.

È essenziale cercare di capire le cause che scatenano questi comportamenti: generalmente gli alunni che rifiutano la scuola intendono prendere le distanze da situazioni che generano in loro emozioni negative e fuggono da situazioni che considerano avversive come potrebbero essere le interrogazioni, qualche insegnante o compagno, o anche il tragitto in autobus da casa a scuola.

In altri casi questi ragazzi non cercano di evitare nulla, al contrario desiderano ricevere più attenzione oppure bramano gratificazioni esterne al contesto scolastico come semplicemente riposare più a lungo o restare a casa a guardare la televisione.

A genitori e insegnanti resta l’arduo compito di identificare i segnali di questi disagi, eludendo errori che involontariamente potrebbero andare a rinforzare i comportamenti problematici, iniziando un trattamento ad hoc con il supporto di professionisti.

I commenti sono chiusi.