Alunno oppositivo provocatorio, occorre confronto con la famiglia

In classe prima (dove sono l’insegnate prevalente,  insegnando italiano/matematica/inglese/motoria…), ho un bimbo che dopo aver faticato a sistemare la sua borsa alla mattina, non mette sul banco nulla e inizia dicendo: “Te lo scordi che io lavoro!” “Io non faccio nulla”, “Io non ne ho voglia e non lo faccio”, “Io non scrivo…”, insomma una sfilza di “non”. È un bambino estremamente intelligente e se si mette con un insegnante vicino scrive qualcosina in più. Spesso esprime anche giudizi non positivi e di rimprovero verso i compagni, arrivando anche a dare piccoli calcetti o pugni.  Abbiamo fatto un castello e con le regole principali da rispettare durante le lezioni, con uno simile a fine giornata se le rispettava. Purtroppo non ha funzionato granché. Ha qualche consiglio? Grazie

Risposta: Gentilissima,

credo che la prima e più opportuna scelta da compiersi sia quella di un aperto confronto con la famiglia, per capire se e quanto siano consapevoli della situazione e se siano disponibili ad affrontare un percorso di riconoscimento di un (eventuale) problema di tipo oppositivo-provocatorio.

Il corretto inquadramento delle peculiarità comportamentali di questo bambino, infatti, potrà sicuramente aiutare ad intraprendere le migliori scelte da un punto di vista didattico-educativo.

Cordiali saluti.

Servizio di consulenza gratuito su BES e DSA su argomenti di carattere didattico e normativo. Risponderà Rossana Gabrieli. Invia il tuo quesito

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