L’importanza della valutazione optometrica nel bambino dislessico

di Rossana Gabrieli – Alla base dell’acquisizione delle abilità di letto-scrittura, sta l’integrità dell’apparato visivo: gli occhi sono i “mezzi tecnici” che ci consentono di leggere. Le abilità oculo-motorie si sviluppano sin dalla nascita e, al momento dell’ingresso nella scuola primaria, sono completamente sviluppate.

Ma, da un punto di vista neuro-fisiologico, l’impegno richiesto ai nostri occhi alle prese con le parole scritte richiede un salto di qualità: leggere comporta un impegno intenso e prolungato e particolari movimenti oculari, prima non sperimentati. Osservando gli occhi di una persona che legge, noteremo che questi compiono una serie di movimenti che possiamo definire “stop and go”, perché si alternano fissazioni (stop), durante le quali si ricavano informazioni visive e saccadi (salti), rapide tra una fissazione e l’altra. La durata delle fissazioni è connessa con l’età, con la difficoltà del brano letto, dalla lunghezza delle parole e dalle capacità attentive. Un lettore veloce ha generalmente fissazioni più brevi e saccadi più ampie.

Si possono distinguere i movimenti saccadici eseguiti dagli occhi in tre tipologie.

Saccade progressiva: è il movimento che sposta gli occhi da sinistra a destra seguendo il testo.

Saccade regressiva: è il movimento che gli occhi compiono da destra a sinistra permettendo di riesaminare le parti di testo già lette.

Saccade di ritorno: corrisponde all’ampia saccade che, dal termine della riga, permette il ritorno a capo sulla riga sottostante.

Un bambino al primo anno della scuola primaria esegue 50 regressioni ogni 100 parole, mentre uno studente dell’ultimo anno della scuola superiore ne compie solamente 15.

La percentuale di studenti dislessici che evidenziano movimenti irregolari degli occhi durante l’attività di lettura, come evidenziato dalle ricerche di Pavlidis e confermato da numerose ricerche successive, è un importante dato di riferimento.

Negli anni 80 Pavlidis espose i risultati delle sue ricerche sui movimenti oculari dei dislessici: il suo campione mostrava evidenti disfunzioni oculo-motorie nell’esecuzione di saccadi. I dislessici evidenziavano un pattern saccadico irregolare che l’autore interpretava come disfunzione oculomotoria capace di generare lentezza e scarsa comprensione.

L’optometrista, perciò, diventa il primo riferimento per i genitori di bambini dislessici. La conoscenza dei DSA, e in particolare della dislessia, è parte delle competenze professionali dell’optometrista, che esamina un bambino con difficoltà di lettura e può inviarlo dal neuropsichiatra infantile o dallo psicologo affinché il bambino sia rapidamente diagnosticato.

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