La classe capovolta come didattica inclusiva

di Rossana Gabrieli – Parlare di BES e DSA soffermandosi a soppesare e mettere in evidenza prioritariamente gli aspetti normativi e procedurali connessi, è guardare alla realtà della variegata e composita vita quotidiana di classe attraverso lenti riduttive.
Le classi di tutte le scuole e di tutti i tempi sono sempre state composte da ragazze e ragazzi, bambine e bambini diversi tra loro per caratteristiche cognitive, emotive, sociali. Questo non ha mai spaventato gli insegnanti, che di certo non si sono mai aspettati di lavorare su studenti “omologati” e replicati, uno uguale all’altro.
La risposta alle difficoltà di gestione di molteplici realtà umane, in chiave educativa, sta, ieri come oggi, nella scelta di approcci e metodologie didattiche rispondenti ai bisogni educativi, in un’ottica inclusiva.
Una strategia tanto efficace quanto ben strutturata nei suoi passaggi è quella legata alla “classe capovolta”, ovvero un modo di gestire il proprio processo di apprendimento a partire non più dalla tradizionale lezione frontale, organizzata, proposta e gestita dal docente, ma realizzata a partire dallo studente.
Quali sono, dunque, le fasi attraverso cui si sviluppa la didattica “capovolta”?
FASE 1: ANTICIPAZIONE. A casa propria, lo studente guarda la video-lezione, consulta materiali e testi e si pone eventuali domande, appuntandole anche per iscritto.
FASE 2: PRODUZIONE. A scuola, si chiederanno chiarimenti al docente, ci si confronterà con i compagni e si eseguiranno le attività correlate e proposte dall’insegnante, da soli o in gruppo.
FASE 3: ELABORAZIONE. A casa ed a scuola, si approfondisce il tema, riflettendo su cosa si è imparato e sul modo in cui si è lavorato, consolidando quanto appreso attraverso discussioni e condividendo con gli altri.
Strumenti indispensabili di lavoro saranno il computer, oppure tablet o smartphone ed una connessione ad internet.
La valutazione, in questa prospettiva, si baserà sulla dimostrazione di aver lavorato attivamente a casa, sulla collaborazione con i compagni a scuola, sulle discussioni sostenute sull’argomento e sul superamento di brevi test.

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