PDP per un bambino epilettico: è possibile?

Buongiorno, ho un bimbo che frequenta la quinta elementare e non potendo essere certificato DSA, in quanto è epilettico(malattia neurologica, curato farmacologicamente), la scuola mi propone di inserirlo in un programma BES.
Al momento non è ancora stato redatto un PDP, ma cosa posso chiedere alla scuola perché lui sia facilitato?
Ci sono dei siti dove possa trovare delle verifiche, o altro per agevolare lo studio?
Grazie

Autismo e tecnica ABA: alcune app

di Nicola Fasciano – Ci sono poche altre situazioni che consentono di creare un consenso generale, quanto la considerazione che l’utilizzo delle tecnologie abbia la capacità di motivare ed interessare i ragazzi, favorendone l’attenzione e la concentrazione e rafforzando l’autonomia e l’autostima.

Potenziamento inglese obbligatorio per alunni disabili?

Vorrei sapere se per legge gli alunni portatori di handicap sono obbligati a frequentare il corso di potenziamento inglese, previsto nella mia scuola al posto del tedesco per chi lo desidera, o se le due ore settimanali possono essere utilizzate per altre materie Inoltre, l’alunno H deve obbligatoriamente frequentare le sei ore di lezione quotidiane previste per tutti?

Dislessia: fare il punto della situazione a Modena

76764111_XSdi Rossana Gabrieli – Il prossimo mese di ottobre la Legge 170 compirà sette anni e se, per certi versi, non si può negare che si é trattato di un successo meritato per tutti gli studenti con Disturbo di Apprendimento e per le loro famiglie, che per anni si sono visti negare diritti sacrosanti nell’ambito scolastico, d’altra parte non é possibile affermare che tutti i problemi siano risolti.

Gli stili di apprendimento: conoscerli per imparare ad imparare

learningdi Rossana Gabrieli

Quando si parla di stili di apprendimento si fa riferimento alle differenti modalità con cui gli individui entrano in contatto e gestiscono nuove informazioni. A stili diversi corrispondono differenti tecniche di studio, che è importante conoscere in ambito educativo, poiché ciò consente di gestire al meglio l’attività dell’insegnante, tant’è che si parla, in parallelo, anche di stili di insegnamento. Lo studente, d’altro canto, dovrebbe essere aiutato a conoscere e riconoscere il proprio stile di apprendimento, per essere in grado di sfruttare al meglio i propri punti di forza.

Quando il ragazzo rifiuta di andare a scuola

no-schooldi Paola Manno

Il comportamento di rifiuto scolare consiste in una difficoltà che sperimentano alcuni ragazzi tra 5 e 17 anni nel frequentare regolarmente la scuola. Non si tratta di semplice pigrizia o scarso impegno, lo dimostra il fatto che quasi sempre questi ragazzi svolgono con estrema tranquillità i compiti a casa e studiano durante le ore mattutine, pur rifiutandosi di presentarsi in classe.

Comportamenti problema: perché vengono messi in atto e cosa fare per gestirli

76764111_XSdi Paola Mollo

Molto spesso il comportamento disadattivo di un bambino condiziona fortemente la quotidianità della famiglia e il clima scolastico.  È importante prendere atto che ogni comportamento problema svolge una funzione specifica. Per intervenire e correggere il comportamento errato, occorre considerare che queste azioni non sono messe in atto in modo casuale ma sono dettate da un motivo specifico al quale è necessario risalire.

L’apprendimento collaborativo nel doposcuola specifico per alunni con DSA

coop_learnPaola Manno e Rossana Gabrieli

Negli ultimi anni sono nati diversi laboratori specifici rivolti a ragazzi DSA.

Il servizio nasce per rendere questi alunni progressivamente autonomi nello studio, fornendo loro supporto e strategie, affinché diventino consapevoli dei punti di forza che posseggono e su cui far leva. Si insegna loro ad utilizzare gli strumenti compensativi in maniera funzionale e il compito dei tutor è proprio quello di guidare i ragazzi a trovare un metodo di studio efficace per le diverse materie, sfruttando tutte le risorse possibili.