Esami di maturità per studenti con Disturbo Specifico di Apprendimento. E dopo? Un esempio di buona prassi

Esamidi Rossana Gabrieli

Con la primavera, l’attenzione di studenti, insegnanti e genitori si concentra sul momento fatidico degli Esami di Stato e con le difficoltà che porta con sé, immancabilmente per tutti, ma a maggior ragione per gli studenti con Disturbo Specifico di Apprendimento.

Il tempo di un mese (entro luglio tutto è terminato) e già nuove domande sono rivolte al prossimo futuro.

Sopra tutte le altre, preme la questione: quale Università? E poi: quale Facoltà? Saprò trovare chi mi ascolti, conosca e comprenda il mio problema e sappia applicare la normativa?

Apprendimento matematico: indicazioni in presenza di discalculia

discalculiadi Paola Manno

L’ambito dell’apprendimento matematico è molto vasto se si considera tutto ciò che esso comprende:

  • l’evoluzione della comprensione del concetto di numero e dei simboli ad esso correlati;
  • l’apprendimento delle regole della sintassi numerica;
  • le abilità logiche di risoluzione dei problemi;
  • lo sviluppo delle capacità di calcolo e l’apprendimento delle regole del calcolo scritto;
  • la memorizzazione della tavola pitagorica.

Imparare a leggere: le due vie della lettura

large-kids-readingdi Paola Manno

Quando un bambino dei primi anni di età scolare si accosta ad un compito di lettura può andare incontro a due tipologie di errori, simili a quelli che si sperimentano nei casi di dislessia.

Questi alunni possono leggere una parola simile a quella desiderata agganciandosi al contesto (ad esempio “zaino” al posto di “cartella”) oppure produrre una lettura affaticata senza riuscire a coglierne il significato.

Disturbo di apprendimento e metodo di studio

metodo-di-studiodi Claudia Gabrieli (Rivista BES e DSA il classe)

Il primo strumento compensativo per un alunno con Disturbo Specifico di Apprendimento è un efficiente metodo di studio”. Basterebbe questa affermazione[1] per comprendere l’importanza di saper affrontare un compito con le giuste modalità per conseguire più facilmente il successo scolastico.

Possedere un proprio metodo di studio significa aver appreso ad applicare autonomamente tecniche e strategie per raggiungere l’obiettivo prefissato, pianificando efficacemente il proprio lavoro.

Autostima e disturbo di apprendimento: modalità di intervento

autostimadi Claudia Gabrieli (Rivista BES e DSA in classe)

Possiamo definire l’autostima come la valutazione espressa da un individuo nei confronti di se stesso; tale giudizio è basato sui comportamenti passati e influenza sia l’agire presente che quello futuro.

In altri termini, la considerazione personale di ciò che siamo e possiamo è fondata sulle nostre esperienze pregresse e condiziona la nostra esistenza attuale e le nostre possibili scelte.

Insuccesso scolastico e correlati psico-emotivi nel bambino dislessico. Il compito dell’insegnante

dislessiadi Claudia Gabrieli

 In molti casi l’esperienza legata a performance scolastiche negative può determinare l’insorgenza di problematiche emotive e comportamentali.

Il bambino dislessico sperimenta quotidianamente la propria incapacità nel rispondere adeguatamente alle richieste della scuola. Da qui possono derivare comportamenti disadattivi, chiusura in se stessi e rifiuto delle attività di studio.

L’apprendimento della lingua straniera: un percorso possibile

languages1-woman-speaking-languages-flagsdi Claudia Gabrieli

La prassi metodologico-didattica appare oggi sempre più attenta alle differenze individuali sul piano cognitivo, linguistico e culturale; tali “diversità” devono essere riconosciute e valorizzate per un’azione formativo-linguistica efficace, “personalizzata” in quanto calibrata sulla base delle caratteristiche specifiche dell’allievo.

Un bisogno educativo speciale “sconosciuto”: la sindrome di Tourette

Tourettedi Simona Maria Cagnazzo e Rossana Gabrieli

La sindrome di Tourette è un disordine neuropsicologico, legato ad alterazioni del metabolismo della dopamina e alla neurotrasmissione nei circuiti frontali subcorticali. L’insorgenza avviene in genere nell’infanzia (il picco di incidenza è tra i 4 e i 6 anni) e comunque entro i 18 anni di età.

Come fare per comprendere quali sono le azioni intraprese dal consiglio di classe per un alunno BES?

Salve sono la mamma di un ragazzo di 12 anni. Mio figlio ha sempre avuto difficoltà a scuola sin dalla prima elementare. Difficoltà di concentrazione e di memorizzazione e anche di apprendimento. Ho sempre chiesto se ci fosse bisogno del sostegno ma la sua insegnante mi ha risposto sempre di no e che questo era dovuto al fatto che mio figlio non aveva voglia di studiare. Oggi sta in seconda media e la prof. di italiano mi ha detto che riterrebbe opportuno chiedere il sostegno me io mi sono rifiutata.